La gravidanza e la maternità rappresentano un cambiamento radicale nella vita di una donna e
di tutto il nucleo familiare. I cambiamenti fisici ed emotivi sono tanti, anzi tantissimi e
repentini.

Il corpo

Le lancette dell’orologio avanzano, giorno dopo giorno, ora dopo ora ed il corpo anche,
indipendentemente dalla tua volontà.

Un giorno ti svegli nervosa. Un giorno ti accorgi che la pancia è più ingombrante. Un altro
giorno ti svegli che hai più fame o meno. Un altro giorno con la testa piena di pensieri e paure.

Tutto questo avviene fuori dal tuo controllo.

Il tuo corpo non risponde.

Lui conosce solo le regole della natura: devo fare crescere una vita, tu sei con me? Che tu voglia
che lo faccia più lentamente o più rapidamente, non dipende proprio da te.

Il tuo corpo lavora, giorno e notte, che tu sia felice o triste, che tu sia sveglia o che tu stia
dormendo. Lui lavora e procede con il suo ritmo e avanza con il suo compito.

Nuovo insegnamento: Accettazione radicale dell’incertezza.

Tra le diverse lezioni quella più forte ed importante che mi ha insegnato la gravidanza e che
mi sta insegnando ancora oggi la maternità è l’accettazione radicale dell’incertezza.

Questa sensazione di “non controllo”, contrariamente a come facevo io prima con il mio corpo,
perché controllavo cosa mangiare a causa di alcune intolleranze alimentari. Avevo una
completa attenzione per evitare appunto, di passarmi le giornate a stare male.

In gravidanza tutto questo non era possibile: un cibo che pensavo mi facesse bene, mi faceva
stare male e viceversa.

Una mattina mi svegliavo allegra e finivo la giornata con una rabbia addosso che io stessa non
riuscivo a capire da dove provenisse.

Più cercavo di controllare il mio corpo e le mie emozioni ed i miei pensieri e cercavo di
“ordinarle”, più loro mi sfuggivano.

Un giorno capii che…

Un giorno mi resi conto che l’unica cosa che potessi fare per vivermi al meglio questo
cambiamento radicale, era quello di ballare sopra ‘l’arcobaleno di incertezza che mi ha
accompagnata fino alla nascita di mia figlia.

Ho associato l’arcobaleno all’incertezza perché a mio parere la gravidanza è stata per me
un’insieme di colori quanti sono state l’emozioni vissute con essa. Ho vissuto un sacco di
emozioni sensazioni accompagnate da un vastissimo arco di incertezza.

Conclusione

Mia figlia è nata un mese prima e 9 giorni, rispetto alla data prevista del parto.

Mia figlia mi ha fatto capire che volente o nolente era arrivato il termine: per lei e per il mio
corpo. Ha scelto di venire al mondo anche se non ero ancora pronta psicologicamente ed emotivamente ad accoglierla così presto.

di Francesca Satragno, educatrice di Prima Infanzia e Educatrice Perinatale

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