Il passaggio dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia
Il passaggio dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia è un momento particolare che i bambini e le bambine affrontano durante la loro vita.
Alcune volte, invece, la scuola dell’infanzia rappresenta, per alcuni bambini, il primo incontro con una realtà diversa da quella della propria famiglia.
Molti genitori vivono, giustamente, questo momento con un po’ di ansia.
E se a tutto questo si aggiungesse il fatto che il bambino o la bambina non vuole fare la pipì nel bagno della scuola?
Che tragedia!!!
Ma no, non c’è da preoccuparsi.
In questo articolo ti parlo di questa piccola difficoltà e di come affrontarla serenamente insieme a tuo figlio o tua figlia.
Alla scuola dell’infanzia si deve arrivare già senza pannolino
Questo lo avrai sentito molte volte durante le riunioni con le maestre o facendo quattro chiacchiere con altri genitori.
È vero, tra i due e i tre anni i bambini possono togliere il pannolino perché raggiungono il controllo sfinterico.
Immagina: hai lavorato sodo tutta l’estate. Il bambino o la bambina è stato bravissimo/a, in poco tempo ha tolto il pannolino, fa la pipì e la cacca nel bagno di casa sua o in altri bagni ma… arriva settembre, inizia la scuola e dopo qualche giorno le maestre ti dicono:
“Signora, suo figlio/a non vuole fare pipì in bagno.”
Molti genitori rimangono sbalorditi davanti a queste parole proprio perché fino a quel momento non era mai accaduto nulla di simile e non sanno come agire.
Io ti dico che può succedere, e se succede bisogna affrontare questa situazione con serenità.
Come comportarsi se il bambino non vuole fare la pipì a scuola
Prima di tutto dobbiamo sempre parlare con i nostri figli. Alla terza o quarta volta che la maestra ci dice questa cosa, noi – con tranquillità – dobbiamo cercare di creare un dialogo con nostro figlio o nostra figlia.
È opportuno rivolgerci a loro senza farci sentire agitati, frustrati o arrabbiati.
Queste emozioni negative non servono a niente, anzi!
Essere arrabbiati non fa altro che aumentare l’agitazione nel bambino, che potrebbe poi provare sensi di colpa.
La cosa più opportuna da fare è guardare nostro figlio o nostra figlia e chiedere:
“Come mai non stai facendo la pipì a scuola?”
Le risposte potrebbero essere molteplici: magari non gli piace il bagno, si vergogna o pensa di non essere ancora grande abbastanza per fare la pipì “alla scuola dei grandi”.
Il segreto è non arrendersi e non perdere la pazienza.
Perché succede
I bambini potrebbero non usare il bagno scolastico per diversi motivi.
La cosa più comune è che abbiano accumulato un po’ di stress, e questo può influire sul controllo della pipì.
Il fatto che trattengano la pipì o che riescano a farla solo a casa può essere un meccanismo per affrontare la novità della scuola.
Come dargli torto? Anche noi adulti, senza rendercene conto, mettiamo in atto meccanismi di difesa davanti a nuove difficoltà.
Cosa possono fare le maestre
Una volta che abbiamo parlato con loro ma la situazione non cambia, dovremmo chiedere un incontro con le maestre per capire meglio le dinamiche della routine del bagno.
Le insegnanti potrebbero:
- creare momenti più tranquilli per andare in bagno,
- evitare l’affollamento,
- oppure far accompagnare il bambino da un compagno o una compagna più grande con cui ha un rapporto di fiducia.
Spesso i bambini tendono a imitare i comportamenti dei loro coetanei.
Si potrebbe anche suggerire alle maestre di far portare a scuola un oggetto transizionale per aiutare il bambino a sentirsi più sicuro.
Che cos’è un oggetto transizionale
È un oggetto fisico, come un peluche o una coperta, a cui un bambino si affeziona per ottenere conforto e sicurezza durante il processo di separazione dalla figura materna.
Ha un grande valore affettivo e aiuta a gestire emozioni come ansia e solitudine, facilitando il passaggio dalla dipendenza all’autonomia.
Non sottovalutare l’importanza di questo oggetto o pensare che tuo figlio/a sia troppo grande per averne uno!
In fondo, quando tu adulto parti per un viaggio, non porti mai con te qualcosa che ti fa sentire al sicuro? Vale lo stesso per i bimbi.
Come fare in pratica
A casa, un pomeriggio tranquillo, potresti dire a tuo figlio o tua figlia di scegliere un solo oggetto da portare a scuola, da usare solo quando deve andare in bagno.
Alcuni bambini potrebbero dire di non voler portare nulla, proprio per evitare la situazione del bagno.
Anche qui: non arrenderti. Con pazienza, proponi tu un oggetto speciale.
Se dopo qualche settimana la situazione non cambia, potresti parlarne con il pediatra.
Magari al telefono, spiegando la situazione e chiedendo se può aiutare a parlarne con il bambino.
Il pediatra, che spesso ha un buon rapporto con lui, potrà spiegargli con parole semplici che fare la pipì è importante per stare bene.
Serve tempo
Il passaggio alla scuola dell’infanzia è già un momento particolare e non possiamo pretendere tutto e subito.
E soprattutto: non usate mai le punizioni!
Evita frasi come:
- “Se non fai pipì a scuola non ti faccio vedere i cartoni!”
- “Se non fai pipì a scuola il tuo gioco preferito lo regalo a un altro bimbo.”
Queste minacce non aiutano.
Il primo lavoro è su noi stessi: più siamo tranquilli, più lo saranno anche loro.
Il bambino non deve percepire questo momento come un errore o una colpa.
Rinforzi positivi
Quando finalmente farà la pipì a scuola, rinforza subito il comportamento positivo!
Con le parole prima di tutto:
“Bravo/a, ho saputo che hai fatto la pipì in bagno, sono fiera di te!”
“Sei stato super oggi in bagno. La mamma ha sempre creduto in te.”
Un’altra idea utile è creare un calendario con degli stickers:
appendi al frigo il mese e, ogni volta che il bambino riesce a usare il bagno a scuola, fate insieme un segno o attaccate un adesivo.
In questo modo diventa parte attiva e si sente motivato.
Attenzione: il premio non deve essere un regalo materiale.
Niente “Se fai pipì, ti compro un gioco”.
La vera ricompensa è l’incoraggiamento.
Come detto all’inizio, la parola chiave è tempo.
Ogni bambino ha i suoi ritmi, e dare loro il tempo giusto è il modo migliore per accompagnarli serenamente verso l’autonomia.
Dott.ssa Eleonora Carraretto – Pedagogista di mammecomenoi

