L’andatura sulle punte è un atteggiamento piuttosto frequente nei bambini piccoli nella fase iniziale di deambulazione. Generalmente si riduce progressivamente con la crescita verso un’andatura normale entro i 2-3 anni di vita. Pertanto sarebbe opportuno effettuare ulteriori accertamenti se persiste il disturbo oltre l’età indicata e se sono presenti elementi di sospetto patologico o fattori di rischio.

Che cos’è

Il toe walking è un modo con cui i bambini camminano tenendo alti i talloni e poggiandosi sulle punte dei piedi. È una modalità di cammino che consente loro di muoversi velocemente, spostano il proprio peso in avanti e riducono la necessità di piegare e sollevare le gambe, facendo meno fatica.

Inoltre, il cammino sulle punte rende il bambino più stabile e gli permette di mantenere meglio l’equilibrio.

Il “cammino sulle punte” è più frequente nei maschietti che nelle bambine.

A volte questa modalità è legata all’uso del girello: infatti il bambino sperimenta a muoversi più velocemente dandosi una spinta sulle punte.

Altre volte è condizione frequente se è presente ipo o iper sensibilità tattile: non gli piace la sensazione che percepisce sotto la pianta e riduce la superficie d’appoggio, non ama camminare sulla sabbia, sull’erba o su terreni con dislivelli.

Molte volte il camminare sulle punte è associato a ritardi del linguaggio o ad alcune forme di autismo. E´ quindi importante controllare se il bambino ha ritardi di tipo relazionale o nella coordinazione motoria grossa e fine (allacciarsi bottoni, vestirsi, disegnare, etc..). In questo caso è necessario provvedere ad accertare la diagnosi più appropriata.

Un bambino con toe walking (cammino sulle punte) può farlo per motivi di iper o iposensibilità tattile. Al bambino può non piacere la sensazione delle differenti superfici sotto i suoi piedi nudi causando l´alzamento del tallone in modo da ridurre la superficie della pianta del piede esposta al pavimento.

Cosa osservare?

Quando il bambino cammina sulle punte assume una posizione particolare, che somiglia un po’ a quella di un’anatra: 

  • Sta sulle punte dei piedi;
  • Mantiene il sederino all’indietro;
  • Accentua la curva della schiena sopra il sederino;
  • Tiene le gambe un po’ allargate.
Bambino cammina in punta di piedi

I bambini, in modo abbastanza frequente, alternano momenti in cui è possibile l’appoggio del tallone al suolo a momenti in cui caricano esclusivamente sull’avampiede.

Se il bambino rimane in punta di piedi anche quando è fermo, soprattutto dopo i due-tre anni di vita, sarà utile una valutazione da parte del pediatra.

Al contrario, se il bambino cammina o corre a piedi nudi

stando sulle punte e poggia il tallone a terra quando è fermo, vuol dire che è tutto nella norma.

Qualche consiglio

La cosa più utile che possa fare un genitore è continuare a osservare nel tempo come il proprio bambino cammina durante le attività di tutti i giorni, per esempio durante il gioco.

Osservare con particolare attenzione il bambino nelle situazioni in cui tende ad abbassare maggiormente i talloni per ottenere una maggiore superficie d’appoggio.

Ad esempio quando:

  • Salta sui gonfiabili;
  • Cammina sulla sabbia;
  • Cammina sul pavimento ricoperto di cuscini o materassini del mare poco gonfi;
  • Cammina su percorsi in salita e discesa;
  • Vi è riduzione della mobilità della caviglia.

Se ci si accorge che il bambino continua a camminare sulle punte anche in queste situazioni e che continua a farlo dopo i due-tre anni di vita, è importante rivolgersi al pediatra di famiglia.

Utilizzare le ciabatte della mamma per camminare, sotto l’attenta supervisione di un adulto, è un ottimo modo per spingere il bambino a mantenere il tallone poggiato a terra.

Altri utili esercizi possono essere:

  • Camminare con i piedini su quelli di un adulto è un utile esercizio;
  • Camminare “marciando”;
  • Camminare accovacciati come papere.

L’utilizzo del girello non aiuta il bambino ad mparare a camminare correttamente, anzi può ritardare il momento in cui comincerà a camminare da solo.

Inoltre non è sicuro, poiché permette al bambino di arrivare più in alto e di spostarsi più velocemente, mettendo a rischio la sua incolumità anche in presenza di adulti.

Permette al bambino di raggiungere luoghi e situazioni pericolose: facilita le ustioni, gli avvelenamenti e le cadute pericolose dalle scale. 

della dott.ssa Elda Castelluzzo – Neuropsicomotricista

Accedi al tuo account qui sotto

Compila i campi qui sotto per iscriverti

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Hai bisogno di aiuto? Usa la nostra chat Whatsapp.

Contatta MammeComeNoi

Milena
Milena

Supporto sito web

Disponibile

Non disponibile