Diventare genitore è un viaggio incredibile pieno di gioia e amore, ma comporta anche una buona dose di sfide, soprattutto quando si tratta di calmare un neonato che piange. Fortunatamente, esistono tecniche efficaci che possono rendere questo compito più semplice e gestibile. In questo articolo parleremo di due preziosi strumenti che ogni genitore dovrebbe avere a disposizione nel proprio “arsenale”: il metodo delle “5 S” del Dr. Harvey Karp e il Dunstan Baby Language. Comprendendo e utilizzando questi metodi, potrete aiutare il vostro bambino a trovare conforto e pace, rendendo così più serena la vita di tutta la famiglia.

Il metodo delle 5 S del dottor Harvey Karp

Il dottor Harvey Karp, un rinomato pediatra e autore del libro “The Happiest Baby on the Block”, ha introdotto il concetto delle 5 S come mezzo per calmare il pianto intenso del neonato. Si tratta di una serie di tecniche che imitano le condizioni a cui il bambino era abituato all’interno dell’utero materno e che possono fare miracoli nel calmare una fase di pianto forte. Analizziamo ciascuna delle 5 S:

  1. Swaddle (trad. “fasciare”): Avvolgere il bambino stretto in una mussola di cotone riproduce la sensazione che il piccolo prova all’interno dell’utero materno. Inoltre, la fasciatura impedisce al riflesso di moro di svegliare il bambino, facendolo sentire sicuro e sereno.
  2. Side or Stomach Position (trad. “posizione di lato o sullo stomaco”): Posizionare il bambino sul suo fianco o sullo stomaco mentre lo tenete in braccio gli darà sollievo. Assicurati che il tuo bambino sia sveglio e supervisionato in questa posizione per ridurre il rischio SIDS.
  3. Shush (trad. “fare shushing”): Nel grembo materno, il feto si abitua al suono del sangue che fluisce nella placenta, simile a un sibilo continuo. Il rumore bianco o l’atto di replicare questo suono con la voce attraverso lo shushing (ovvero la ripetizione del suono “sh”) aiuta il neonato a rilassarsi permettendogli di ritrovare un rumore familiare e schermando eventuali altri rumori che possano stimolarlo eccessivamente. Puoi anche utilizzare una macchina del rumore bianco a volume moderato. Nelle prime settimane di vita, solitamente, i neonati preferiscono un rumore simile a quello di una cascata o del battito del rumore materno, mentre verso i 4 mesi di vita consiglio di utlizzare un rumore bianco vero e proprio per mascherare interferenze esterne che potrebbero svegliare il piccolo.
  4. Sway (trad. “cullare”): movimenti dolci e ritmici come dondolare gentilmente il neonato, possono riprodurre quello che il feto provava quando veniva cullato nel grembo materno. Questo può aiutarli ad abbandonarsi serenamente al sonno.
  5. Suck (trad. “succhiare”): dato che i bambini hanno un naturale riflesso di suzione, l’utilizzo di un ciuccio può aiutare a rilassarsi. Arrivati a quest’ultima fase, potete provare a introdurre un ciuccio oppure lasciare che il piccolo succhi il suo pollice o una delle vostre dita.

Combinando queste cinque tecniche, i genitori possono creare un ambiente rilassante per il proprio piccolo e aiutarlo a superare il momento di disagio. Occorre ovviamente tenere presente che ogni bambino è unico e che quindi potrebbe essere necessario sperimentare per vedere quale combinazione funziona meglio in ogni caso specifico.

Comprendere il Dunstan Baby Language

A fine anni novanta, la musicista australiana Priscilla Dunstan è stata in grado, osservando e ascoltando attentamente il proprio bambino che piangeva, di identificare una serie di tratti distintivi riconducibili a bisogni specifici. Successive ricerche hanno confermato che, nei primi tre mesi di vita, i bambini sono in grado di comunicare i propri bisogni attraverso suoni precisi. Riconoscendo questi suoni o tipi di pianto, i genitori possono comprendere cosa il bambino sta cercando di comunicare e intervenire per soddisfare quel bisogno. Ecco i cinque tipi di pianto che compongono il Dunstan Baby Language:

  1.  Il suono NEH significa “ho fame!” e viene prodotto a seguito dell’attivazione del riflesso della suzione, con la posizione caratteristica della lingua che tocca il palato. Allattare il bambino quando emette questo tipo di pianto può migliorare l’attacco e favorire una poppata attiva.
  2.  Il suono OWH significa “ho sonno!” e indica che il bambino è stanco e pronto per dormire. Deriva dall’attivazione del riflesso dello sbadiglio e la bocca del bambino è tipicamente aperta a formare una “O” con una maggiore distanza tra il labbro superiore e quello inferiore.
  3.  Il suono HEH significa “provo disagio”, viene prodotto in modo intermittente ed è spesso accompagnato da movimenti o scatti nervosi. Identifica una percezione fisica di fastidio, come la necessità di cambiare un pannolino bagnato o sporco, la necessità di cambiare posizione oppure la sensazione di caldo o freddo.
  4.  Il suono EAIR è quello tipico del pianto intenso da colica. Con questo pianto, il bambino segnala di provare dolore alla pancia e di avere aria accumulata nella parte bassa del sistema digestivo. Calmare questo tipo di pianto può risultare particolarmente impegnativo, motivo per il quale sarebbe bene cercare di prevenire questa situazione prestando particolare attenzione al prossimo suono.
  5.  Il suono EH significa “devo fare il ruttino!” e viene prodotto dal bambino a causa dell’aria intrappolata a livello del petto, nella parte alta del sistema digestivo. Quando il bimbo emette questo tipo di pianto, lo si può aiutare a fare il ruttino tenendolo in posizione verticale e dandogli qualche colpetto sulla schiena.

Imparando a distinguere tra questi cinque tipi di pianto, i genitori potranno rispondere in modo più efficace ai bisogni del proprio bambino, riducendo la sua frustrazione e il suo disagio e migliorando la propria esperienza genitoriale nonché promuovendo un attaccamento sicuro fin dai primissimi giorni di vita.

Calmare un bambino che piange può essere un compito impegnativo, ma conoscendo la tecnica delle “5 S” del Dr. Harvey Karp e il Dunstan Baby Language, potrete farlo in modo più sicuro e proattivo. Potrebbe volerci del tempo per capire quali tecniche funzionano meglio per vostro figlio ma con pazienza, amore e volontà di adattamento riuscirete sicuramente a entrare in sintonia con suoi i segnali e calmarlo diventerà una seconda natura.

Sara Nanetti Consulente Pediatrica del Sonno Certificata ed Educatrice Accreditata
del Linguaggio Dunstan del Neonato

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