Il post gravidanza rappresenta per molte donne un incubo a cui spesso pensano già prima di rimanere incinta.

Infatti il pensiero più grande è quello di non tornare più come eravamo prima di intraprendere il percorso della gravidanza, di non entrare più nei vestiti che riempiono il nostro armadio, di non sentirci più belle e a nostro agio con il nostro fisico. Quindi cosa fare?

Negli altri articoli vi ho parlato dell’importanza fondamentale che riveste l’attività fisica durante la gravidanza, proprio per evitare di prendere troppi kg e per far si di essere in grado attraverso l’allenamento di sopportare i cambiamenti fisici e fisiologici che il corpo subisce.

Possiamo quindi dire che se una mamma ha fatto movimento durante i 9 mesi, sarà molto più agevolata a tornare “attiva” e in forma dopo il parto, proprio perché il fisico non si è messo in pausa per 9 mesi.

Quindi come e quando si può ricominciare a fare attività, e quali sono le giuste cose da fare? I consigli delle nonne che dicevano che devono passare i famosi 40 giorni dopo il parto non sono poi cosi sbagliati, anzi, il corpo della donna ha bisogno di riadattarsi alla normalità senza fretta di tornare a fare tutto come prima, quindi questi famosi 40 giorni vanno rispettati proprio per dare  al corpo la possibilità di ripartire.

Durante la gravidanza abbiamo suddiviso tre trimestri differenti per modificare in base al trimestre l’attività fisica, faremo la stessa cosa anche in questa fase.

Primo trimestre di esogestazione: sarà un po’ complicato nei primi giorni per la mamma trovare voglia e tempo per dedicarsi ad altro che non sia il bambino.

Secondo trimestre di esogestazione: possiamo definirlo il trimestre del benessere, dove sia mamma e bambino si sono abituati alla nuova vita insieme, si iniziano a prendere ritmi e inizia la simbiosi tra mamma e bambino, che inizia ad interagire e “dialogare” divertire e divertirsi.

Terzo trimestre di esogestazione: avvio della separazione tra mamma e bambino che inizia a muoversi e allontanarsi dalla mamma.

Analizzate ora in modo molto semplice le fasi dell’esogestazione, dobbiamo tenere in considerazione prima di pensare all’attività di ripresa, di che tipo di parto è stato eseguito, vaginale naturale, vaginale operativo, taglio cesareo?

Ovviamente  a seconda del parto eseguito cambierà anche il percorso di ripresa, facendo attenzione alle singole caratteristiche che ogni parto comporta..

Va sempre tenuto in considerazione lo stato d’animo della mamma:

  • È ossessionata da perdere peso
  • Accetta il proprio corpo e si da tempo per la ripresa
  • È serena?
  • È riuscita ad adattarsi alla nuova vita

Analizzato lo stato d’animo dobbiamo effettuare delle valutazione per vedere se è presente una DIASTASI DEI RETTI ADDOMINALI E UNA DISFUNZIONE DEL PAVIMETO PELVICO o un problema alla cicatrice in caso di taglio cesareo.

Effettuata una valutazione possiamo iniziare a prevedere un programma di recupero e allenamento che però purtroppo non sarà mai uguale a valido per tutti, infatti va studiato e adattato su ogni donna, tenendo conto delle cose appena dette, del tempo a disposizione e degli obiettivi individuali.

In linea generale se proprio abbiamo voglia di rimetterci in movimento possiamo dire che si può iniziare con delle camminate anche a passo veloce, delle attività in piscina di nuoto o ginnastica in acqua, per quanto riguarda i tanto adorati addominali, vi consiglio di non seguire nessun tipo di programma prestabilito che si trova facilmente in rete e promette di farvi tornare degli addominali come prima della gravidanza, perché in caso di diastasi l’addome deve seguire un protocollo ben specifico altrimenti si rischia di peggiorare la situazione, anche in caso di cicatrice da taglio cesareo.

No a corsa, salti o utilizzo di pesi se prima non avete effettuato una valutazione del pavimento pelvico, perché anche qui si rischia di fare dei danni che poi saranno difficili da recuperare.

Quindi la cosa principale da fare è sempre chiedere consiglio a un professionista, che sia in grado di effettuare tutte le valutazioni del caso e successivamente accompagnarvi in un percorso di ripresa studiato su di voi e adattato alle vostre esigenze.

di Martina Facchini – Personal Trainer

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