Lasci tuo figlio all’asilo nido, alla scuola dell’infanzia o con la babysitter e lui piange disperato?

Ti senti in colpa a lasciarlo così e ti chiedi se potresti fare qualcosa di diverso per tranquillizzarlo?

Qualche volta, dopo essere uscita dall’asilo, sei scoppiata in lacrime anche tu?

Se ti è capitato di vivere queste situazioni leggi l’articolo fino in fondo che ti spiegherò come gestire il pianto e come vivere con maggior serenità il distacco, per il tuo bambino e per te.

Spesso il pianto dei bambini al distacco mette molto in difficoltà le mamme, le fa sentire in allerta. È normale che sia così, la natura ha donato alle mamme un senso innato di protezione nei confronti dei propri figli e il pianto dei bambini è uno tra gli strumenti che innescano questo senso di protezione nelle mamme.

Ricorda però che il pianto è prima di tutto una forma di comunicazione e di espressione. E questo è valido per tutte le età: anche gli adulti piangono, nonostante spesso se ne vergognano.

Piangere è normale ed è sano, soprattutto nei momenti di distacco quando i bambini potrebbero sentirsi tristi, spaesati, arrabbiati.
La cosa importante è imparare a gestirlo nel modo migliore.

Vediamo insieme come fare.

Uno degli errori più frequenti che si fanno quando bisogna gestire un bambino che piange è quello di cercare di farlo smettere negando la sua emozione.

Se tuo figlio di 3 anni piange quando ti deve salutare a mattino dirgli “non essere triste dai, all’asilo ti diverti con i tuoi amici!” non farà altro che acuire il suo pianto e la sua tristezza.

Quindi, la prima cosa da fare è cambiare il tipo di comunicazione utilizzata accogliendo l’emozione del bambino e dandogli spazio per essere triste.
Possiamo dire ad esempio “Sei triste tesoro, vero? È normale, anche io mi sento triste a volte. Vuoi un abbraccio?”
Evitiamo quindi frasi come: “se piangi la mamma sta male” o “se non la smetti di piangere oggi niente parchetto”.

Un altro aspetto da tenere in considerazione riguarda la gestione della routine. I bambini, soprattutto quelli molto piccoli, hanno bisogno di stabilità e di routine riconoscibili. Per facilitare la comprensione della routine giornaliere puoi fare uso di un’agenda visiva che permetta a tuo figlio di vedere in maniera concreta i diversi momenti della sua giornata. Si tratta semplicemente di una sequenza di immagini che rappresentano i principali momenti della giornata di tuo figlio. Ad esempio: asilo/scuola, parchetto, bagnetto, cena, nanna.  

L’ultimo consiglio che mi sento di darti è quello di mostrarti il più possibile sicura e serena nei momenti di distacco. Se tu per prima sarai preoccupata per il distacco il tuo bambino lo percepirà e sarà più difficile per lui tranquillizzarsi. Quindi, per quanto possibile, scegli un asilo, una scuola o una babysitter di cui ti fidi e a cui poter lasciare serenamente il tuo bambino.
Certo, il distacco sarà per te comunque difficile ma la fiducia che proverai nei confronti delle persone che avrai scelto per occuparsi di tuo figlio arriverà anche al tuo bambino!

A cura della dott.ssa Marta ZanettiEducatrice & Pedagogista

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