Le due cose che sembrano preoccupare i genitori sono il TEMPO e i CONTENUTI (violenti o pornografici).

Ma, in realtà, tempi e contenuti sono FALSI PROBLEMI, perché già esistono molti dispositivi per limitare l’uso, come il parental control e tanti altri. Per quanto riguarda i contenuti, già sulla confezione è scritta bene l’età d’uso di un certo videogioco.

I veri problemi sono due:

  1. Aspettative irrealistiche sulla vita vera, cioè ottenere tutto presto e senza sforzo;
  2. Procurano la sensazione corporea che non sia mai abbastanza.

Approfondiamo questi due punti.

1. Le tecnologie hanno successo perché procurano una sensazione istantanea senza nessuno sforzo.

Come capita anche a noi adulti quando usiamo Amazon: si sceglie, si clicca e tutto arriva in un giorno, oppure con tiktok: si posta una foto e dopo poco arrivano i like, oppure Tinder se vogliamo conoscere qualcuno.

Certo l’adulto sa farne un certo uso perché maturo, ma per un/una bambino/a che ancora deve autoregolarsi è terribile.

Già la generazione precedente ha fatto esperienza di quanto sia difficile la frustrazione dell’attesa, ora è tutto molto più veloce e queste aspettative i bambini non le ritrovano poi nella realtà.

A scuola, ad esempio, si annoiano molto (anche se è vero che la scuola deve aggiornarsi ad un nuovo modo di ragionare). Quindi bisogna bilanciare, altrimenti il reale diventa noioso, banale ma soprattutto faticoso.

E’ opportuno mettere dei limiti ma empatizzando con la loro frustrazione.

2. Togliere il tablet, spegnere la TV o un videogioco complica molto la gestione con i bambini perché hanno la sensazione fisica che il loro uso non gli basti mai.

Le App, i computer, i tablet sono progettati da ingegneri che sanno come lasciar attaccati ad uno schermo bambini e adulti con tutta una serie di segnali visivi, uditivi.

Anche le App educative hanno gli stessi meccanismi.

Non c’è mai un fine educativo ma solo tenerti attaccato alla piattaforma ovviamente per fini meramente economici.

Anche un adulto spesso fa fatica a gestire questo, figurarsi un bambino che non ha ancora maturato la gestione dell’autoregolazione e delle emozioni.

COME AIUTARLI A COSTRUIRE COMPETENZE CHE POTRANNO USARE PER IL FUTURO?

Per responsabilizzarli bisogna allenarli e aiutarli in questo difficile passaggio, devono tollerare la frustrazione, saper aspettaree allora cosa facciamo?

Prima di tutto cerchiamo di “entrare” nel mondo dei figli, cercare di comprendere questi meccanismi nuovi e di difficile gestione.

Si può preparare il figlio ai sentimenti che provocherà lo spegnimento del tablet, es.:

”Fra un’ora sai che dobbiamo spegnere il tablet, so che non sarà facile per te e per un po’ ti mancherà, ma la regola è questa”.

Parlare del senso di mancanza. La protesta che seguirà è il segno che sta imparando a vivere la frustrazione.

E’ importante allenare i bambini a vivere sentimenti negativi, al limite e alla fatica. Bisogna parlare con loro sempre in modo rispettoso così saranno consapevoli che non è colpa vostra.

Per quanto riguarda i contenuti, guardare con loro con la curiosità di vedere il “loro” mondo, così da creare una connessione e non lasciarli da soli davanti ad alcuni argomenti.

A cura della dott.ssa Rosetta PanebiancoPedagogista e Mamma

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