Quante volte ci siamo trovati in difficoltà nelle scelta di un pasto fuori casa o a gestire capricci in pubblico?

Come sappiamo il cibo porta con se diversi significati, possiamo parlare di cibo inteso come “nutrimento, bisogno” e di cibo inteso come “esperienza”. Sicuramente il cibo a casa rappresenta meglio la forma di nutrimento mentre quando si mangia fuori possiamo vivere il cibo come “esperienza, scoperta”.

Dal momento che i bambini vivono la vita sociale dei genitori, i quali a volte hanno difficoltà nel conciliare la “vecchia” vita con la “nuova” impariamo insieme come rendere i pasti fuori, in famiglia, una nuova esperienza e scoperta:

Quanta difficoltà abbiamo provato durante lo svezzamento nella decisione se andare o meno a cena fuori? La soluzione non è evitare di uscire: avere un bambino non significa privarsi di quella che era la nostra vita sociale, ma intraprendere una nuova routine e imparare a gestirla. Bastano pochi accorgimenti per rendere sereno anche un pasto fuori casa.

Superato lo scoglio della decisione, se mangiare o meno fuori casa, è necessario organizzare il pasto.

A volte, è comune pensare che i bambini siano capaci di star seduti a tavola in silenzio, solo se dinanzi ad un piatto di pasta al sugo, una cotoletta gigante o una ricca porzione di patatine fritte, infatti, qualsiasi ristorante offre al tavolo in cui sono presenti bambini, oltre al “Menù” anche il “Menù bambino”.

Perché dobbiamo vedere i bambini come necessitari di scelte diverse? Non potrebbero essere in grado di apprezzare alimenti più “da grandi” e proprio per questo essere meno capricciosi?

Cosa possiamo fare quindi?

  1. Ringraziate il cameriere per aver portato il “Menù bambino” e posatelo al lato del tavolo. Prendete il vostro “Menù” da grandi e iniziate a decidere da quale piatto iniziare per far provare nuovi gusti al vostro bimbo (ovviamente tenendo conto di cosa possa andare bene per lui in relazione alla tappa fisiologica in cui si trova), che da poco si sta approcciando a questo mondo del tutto nuovo!
  2. Chiedete al cameriere di portare insieme al vostro piatto un piattino più piccolo, vuoto. Sarete voi e il vostro bimbo a riempire insieme quel piattino; permettete a lui di scegliere cosa prendere dal vostro piatto. L’unico vostro compito sarà effettuare TAGLI SICURI affinché possa mangiare con serenità.
  3. Aver portato a tavola gli stessi alimenti per tutti e aver attinto cibo dallo stesso piatto permette al bambino di non sentirsi diverso ma in grado di poter effettuare le stesse scelte dei genitori.
  4. Le prime volte sarà un momento un po’ caotico, ma pian piano vi renderete conto di come il vostro bambino non ha bisogno per forza del “Menù bambino”.

Inoltre tutti gli stimoli che riceve da un pranzo fuori vi saranno utili anche nella preparazione dei pasti a casa, non sarete più obbligati a preparare pietanze differenti, basterà semplicemente fare più attenzione alla preparazione degli alimenti per permettere al vostro bimbo di mangiare le stesse cose vostre.

Ricordate che il periodo dello svezzamento, oltre che al vostro bimbo, servirà anche a voi per comprendere cosa significa mangiare bene e come essere abili a gestire e organizzare una settimana alimentare in famiglia.

dott.ssa Mariaconcetta Cariello Biologa Nutrizionista

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