Nei primi anni di vita, il rifiuto del cibo, soprattutto quello nuovo, è un momento normale poiché il bambino si approccia per la prima volta a gusti e consistenze differenti. Il bambino che non mangia quindi è una situazione abbastanza generica.

Ciò che fa la differenza è l’approccio genitoriale: è fondamentale evitare una serie di azioni che possono influire sul comportamento alimentare del bambino, ora ma anche e soprattutto in età adulta.

Ti svelo un segreto: è un momento transitorio e, seguendo alcuni consigli, vedrai un atteggiamento nei confronti del cibo sempre in miglioramento. Ma attenzione! Se trascuri questo momento, potrebbe diventare un’abitudine.

Vediamo insieme alcune azioni importanti da fare

Essere attivi
Ogni nuova azione, affinché possa essere ben compresa, necessita di pratica, conoscenza e fiducia.
Piuttosto che proporre ogni giorno un piatto in maniera passiva, rendilo partecipe nella preparazione e nell’organizzazione dei pasti. Tieni conto dei suoi gusti, delle sue richieste e, a fine pasto, chiedi:
Cosa non va?
Cosa non ti è piaciuto? Il sapore, il gusto, la consistenza?

Pianificate insieme una nuova modalità di preparazione.

Il tuo parere conta
Alla fine di ogni pasto, è importante esprimere anche il tuo parere:
“Queste polpette erano davvero buone e morbide, sei d’accordo?”

Cosa risponde il tuo bambino? È d’accordo? Disapprova? Indaga le sue sensazioni in relazione a quel cibo.

Perseveranza
Eh sì, non devi arrenderti al primo “no”, ma devi continuare! Non eliminare gli alimenti meno graditi, ma riproponili con regolarità durante la settimana sulla base delle indicazioni che hai ricevuto nei precedenti punti.

Ad esempio:
La polpetta di zucchine non è stata gradita?
Riprova con le zucchine al forno, con la crema di zucchine, con le zucchine gratinate.

Relax
Lascia che il momento del pasto sia vissuto con serenità e senza ansia.

Se tu, genitore, ti approcci con ansia e agitazione al momento del pasto, il bambino percepisce questa tensione. Devi essere partecipe, osservare e fare le tue valutazioni, ma senza dare eccessivo peso alle quantità.

Piuttosto, chiedi:
Sei sazio?
Gradisci altri alimenti?

Questo sposterà l’attenzione sul cibo in modo naturale e ti permetterà di capire se il pasto è stato di gradimento o meno.

Fidati del tuo bambino
Non essere tu a decidere le quantità, lascia agire la sua capacità di auto-regolazione!

I bambini sanno quando è tempo di mangiare e quando sono sazi. Puoi chiedere per conferma, ma se il bambino non gradisce un cibo, non forzarlo. Questo aumenterà ancora di più il suo disappunto.

Queste sono solo alcune buone indicazioni da mettere in pratica quando il bambino mangia meno o rifiuta alcuni alimenti.

L’alleanza con il tuo bambino e la tua presenza maggiore e attiva nel momento del pasto renderanno questo momento più sereno. E, anche se ora può sembrarti senza fine, vedrai che ogni giorno ci sarà una nuova conquista alimentare!

Per esporre i tuoi dubbi, raccontare la tua esperienza e/o difficoltà, puoi scrivere a:
cuoredimamma.nutrizione@gmail.com

Sarà un piacere ascoltare le tue necessità!

A cura di
Dott.ssa Mariaconcetta Cariello Vai al profilo della dott.ssa, biologa nutrizionista di mammecomenoi

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